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Gola della Rossa: natura e divertimento nelle aree protette delle Marche

  • Stalattiti e stalagmiti nella Grotta di Frasassi, Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di FrasassiParco regionale della Gola della Rossa e di Frasassi
    Via Marcellini, 5 - 60048 Serra San Quirico (An)
    tel. 0731.86122 fax 0731.880030
    info@parcogolarossa.it - www.parcogolarossa.it

 

Superficie: 9.167 ha Istituzione: 1997

Comuni del Parco: Fabriano, Serra San Quirico, Genga, Arcevia

Il Parco naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, istituito nel 1997, ha una superficie di 9.167 ettari e comprende tre differenti biotipi: la Gola di Frasassi, la Gola della Rossa e la Valle Scappuccia.

Circa un milione di anni fa, un brusco aumento del sollevamento orogenetico ha fatto accrescere l’energia potenziale dei corsi d’acqua che, incidendo profondamente le dorsali, hanno portato alla luce il calcare massiccio, tanto compatto e rigido da conservarsi in imponenti blocchi verticali. La dorsale di Frasassi è oggi incisa dall’omonima Gola, mentre la struttura del M. Pietroso-M.

Murano è tagliata dalla Gola della Rossa. Le conche ed aree collinari corrispondono, invece, a depressioni tettoniche e a rocce marnose o argilloso-arenacee, presenti soprattutto nel settore settentrionale del parco che mostra rilievi anche evidenti.

La penetrazione dell’acqua meteoritica e di falda all’interno della roccia, allargando le fratture (grazie alla corrosione chimica favorita dalla presenza di anidride carbonica disciolta) nell’area orientale della Gola di Frasassi, determina una risalita di acque sulfuree profonde che genera un fluido estremamente aggressivo nei confronti del calcare.

Questi processi, intervallati da locali crolli, resero enormi le dimensioni di molti vani ipogei che si presentano come complessi carsici altamente articolati e dallo straordinario valore ambientale - paesaggistico come nel caso delle famose Grotte di Frasassi.

Attraverso un silenzioso itinerario di circa un’ora, si possono ammirare con stupore piccoli laghi, stalattiti intarsiati, gigantesche stalagmiti, fino a giungere al maestoso Abisso Ancona (alto 240 m), alla Sala delle Candeline, alla Sala dell’Orsa e a quella dell’Infinito.
Da tempo è stata effettuata una captazione idrica delle sorgenti sulfuree ad uso della stazione termale di San Vittore che le utilizza per le terapie contro i disturbi respiratori e reumatici.

Nell’area di Frasassi si registrano alcune delle tracce più antiche della presenza umana (Grotta del Prete di Pianello di Genga).
La Gola della Rossa è nell’aspetto simile a quella di Frasassi e racchiude ampie cavità carsiche, tra cui la Grotta del Vernino, dove sono stati ritrovati numerosi ed interessanti fossili di mammiferi come l’orso speleo. Nei selvaggi anfratti rocciosi nidificano l’aquila reale, lo sfuggente gufo reale, il falco pellegrine, l’astore, il lanario, ecc.

Nel territorio vivono anche il gatto selvatico, il lupo, l’istrice e decine di specie diverse di chirotteri che colonizzano numerose cavità ipogee.
Tra le specie cavernicole, oltre al geotritone italico, è ragguardevole la presenza del Niphargus sp., un rarissimo e minuscolo crostaceo che popola i laghetti delle grotte e di altri invertebrati come Nesticus eremita, Meta merianae, ecc.

L’ambiente roccioso delle gole ospita moltissime specie floristiche, alcune di elevato interesse scientifico, come la rarissima Moheringia papulosa, pianta rupicola endemica, Potentilla caulescens, Rhamnus pumila, un piccolo arbusto che si inserisce nelle fratture delle rocce e che presenta rami fortemente aderenti a esse.

Nelle zone calcaree del parco sono diffusi boschi misti a dominanza di carpino nero; sui substrati marnoso-arenacei si scoprono boschi aridi a prevalenza di roverella, talvolta con cerro.

La vegetazione dell’area, soprattutto nei versanti esposti a Sud, è caratterizzata da specie più spiccatamente mediterranee, quali il terebinto, la fillirea, il corbezzolo, mentre nei versanti esposti a nord dominano le specie più mesofile come l’orniello e il carpino nero o addirittura il faggio.

La Valle Scappuccia, già Riserva naturale, custodisce un ambiente primitivo, ancora intatto nelle sue espressioni floristiche e negli esemplari della fauna in libertà protetta.

Per accedere alla Valle si deve superare una piccola e suggestiva forra naturale sulle cui pareti si possono osservare consistenti popolamenti di capelvenere.

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