Le città del vino e del miele: gastronomia e turismo nelle Marche

Una bottiglia di PasserinaL’Associazione Nazionale Città del Vino, nata nel 1987, è una rete di comuni, province, parchi e comunità montane a vocazione vitivinicola, depositari di almeno una DOC o Docg, impegnati nella promozione dei prodotti agroalimentari di qualità e custodi di una documentata tradizione enologica.

Tra le varie attività l’associazione promuove e coordina progetti finalizzati a valorizzare le risorse ambientali, culturali e agroalimentari dei comuni associati. Collabora con i principali enti pubblici, associazioni di categoria, ambientaliste e culturali per divulgare la cultura della qualità, del rispetto per l’ambiente e del benessere alimentare. Partecipa alla gestione di progetti europei per lo sviluppo del turismo enogastronomico e sostiene adeguate politiche di sviluppo per i territori del vino.

Sono 19 i Comuni marchigiani aderenti all’associazione: Gradara, Monteciccardo e Montemaggiore al Metauro nella provincia di Pesaro e Urbino, Belvedere Ostrense, Camerano, Castelplanio, Cupramontana, Jesi, Montecarotto, Morro d’Alba, Osimo, San Paolo di Jesi, Serra de’ Conti e Staffolo nella provincia di Ancona, Matelica, Morrovalle, Potenza Picena e Serrapetrona in provincia di Macerata, Ripatransone in provincia di Ascoli Piceno.

 

Città del miele

Barattoli di mieleNata nel 2002, l’Associazione Nazionale Città del Miele sostiene, promuove e tutela la qualità dei mieli italiani. L'Italia è tra le poche nazioni al mondo a vantare una grande tradizione di qualità sul miele: sono oltre 30 le varietà di monoflora classificate e tantissime le tipologie di millefiori.

L’associazione salvaguarda le risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche e storiche legate ai territori con vocazione all’apicoltura e promuove eventi e manifestazioni a sostegno del settore sia sul piano produttivo che su quello della valorizzazione del prodotto.

Quattro sono i comuni marchigiani associati:

  • Belforte all’Isauro (Pu)
  • San Giorgio di Pesaro (Pu)
  • Ostra (An)
  • Matelica (Mc)
     

Civiltà contadine

Un contadino a una fiera agricolaUna lunga tradizione lega i marchigiani alla loro terra: ne sono prova i numerosi e ben documentati musei della civiltà contadina presenti in tutta la regione.

I segni di questa cultura antica, da tutelare e non disperdere, sono visibili da Nord a Sud: a Frontino, Isola del Piano, Mombaroccio, Pesaro, Piandimeleto, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Sant’Angelo in Vado, Urbania in provincia di Pesaro e Urbino; a Corinaldo, Fabriano, Filottrano, Morro d’Alba, Sassoferrato e Senigallia, in provincia di Ancona; a Civitanova Marche, Montelupone, Pieve Torina, San Severino Marche, Sefro, Serrapetrona, Tolentino, in provincia di Macerata; Montalto delle Marche, Montefiore dell’Aso, Montegallo, Offida, Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno.

In ognuno di essi vengono conservati gli strumenti del lavoro e gli oggetti che caratterizzavano la vita della famiglia del mezzadro; in molti casi vengono ricostruiti, tramite gli arredi originari, gli ambienti di una tipica casa colonica marchigiana: in questo modo è possibile visitare la cucina, la camera da letto, il granaio, la cantina e la stalla.

Una particolare attenzione è rivolta al lavoro, sia a quello maschile che a quello femminile: dalla lavorazione della terra con le diverse fasi dell’aratura, della semina, della mietitura e della trebbiatura, alla lavorazione domestica della filatura e della tessitura, fino ai trasporti con il biroccio e i carri. Senza dimenticare le molte tradizioni che animavano la vita delle campagne, con i riti del fidanzamento e del matrimonio, i balli e i canti, gli intrattenimenti e le feste.